Una droga chiamata “gioco”
Prendi una piccola pensione che finisce nelle tabaccherie della tua città? Hai chiesto un prestito per pagare i tuoi debiti Continui a compare gratta e vinci dicendoti che questa è la volta buona, che questa volta vincerai? Forse il tuo giocare non è più un gioco.
L’offerta, apparentemente innocua, o addirittura ludica dei gratta e vinci, largamente pubblicizzati in tv, in un’epoca fatta di crisi e di incertezza lavorativa, ha senza dubbio gettato l’esca per tutte quelle persone che inconsapevolmente sono passate dal “tentare la sorte” ad una vera e propria dipendenza, compromettendo le loro vite private, sociali e lavorative, nonché psicologiche. Non di rado, infatti, capita di vedere nei vari bar o tabaccherie anziani, pensionati, casalinghe, studenti, operai che come se fossero ipnotizzati continuano a comprare e grattare ticket di ogni genere. Compri un gratta e vinci da 5 euro, tiri fuori una moneta, alcune volte sempre la stessa che viene usata come porta fortuna, e gratti velocemente il tagliando con l’idea che “La probabilità di vincere è bassa, ma è possibile. È solo questione di tempo!” Nell’immaginario comune il gratta e vinci non viene considerato come un comportamento a rischio al pari del gioco alle slot o alle scommesse online, tuttavia esso è una vera e propria dipendenza da gioco d’azzardo, per altro, sempre più diffusa anche tra i giovanissimi.
Così come accade per altre forme d’azzardo e, più in generale, come accade con ogni forma di dipendenza, il giocatore è fermamente convinto di avere il controllo della situazione e di riuscire a smettere quando vuole. Spesso i giocatori dicono di provare una sorta di brivido, di scossa quando “grattano”, così come chi gioca alle slot riporta la stessa sensazione quando abbassa la manopola. È proprio questa “energia” che fa sì che il comportamento si consolidi: la persona non riesce più a fare a meno di giocare ed ha bisogno di investire sempre più tempo, energie e soldi per riprovare quella eccitante sensazione.
Effetto “quasi vincita”
Secondo l’indagine Eurispes del 2014, i Gratta e Vinci sono tra i giochi d’azzardo più amati dagli Italiani. Il 31,8% ci gioca almeno una volta all’anno, qualche volta al mese il 21,3% e spesso il 10,5%, con un 3,9% che gioca anche più di una volta alla settimana. Nel 2016 in Italia sono stati spesi circa 80 miliardi di euro in gioco d’azzardo, in particolare si è speso il 12,7% di quella cifra per giocare ai gratta e vinci. Ma i giocatori sono davvero informati sulle reali possibilità di vincita?
Forse no, nonostante siano comparse da qualche anno delle indicazioni sul retro dei gratta e vinci. Infatti, queste indicazioni non sono del tutto trasparenti, perché riportano le probabilità di vincita solo in relazione a 3 fasce di premio, le stesse per cui è previsto il pagamento. Questo modo di offrire informazioni non permette di capire effettivamente quante probabilità si abbiano di vincere il prezzo del biglietto, del secondo premio minore o di quelli intermedi. Un’altra informazione non del tutto trasparente riguarda la comunicazione delle probabilità di vincita: infatti, sui tagliandi viene indicato che 1 biglietto su 3 è vincente. Qualsiasi persona che legge questa frase ne deduce che acquistando 3 biglietti, almeno 1 sarà quello della vincita. Invece no, perché quei numeri non sono altro che il frutto di una media e, quindi, può capitare che si comprino 3 biglietti tutti perdenti, così come se ne comprassimo 10 o 20. L’unica certezza nel gioco d’azzardo è che non c’è nessuna certezza.
Un ulteriore elemento da non sottovalutare nel momento in cui si gioca con i gratta e vinci è l’effetto “near miss” o “quasi vincita”, che può essere considerata una vera e propria trappola mentale per i giocatori. Un esempio di quasi vincita nel gratta e vinci è quando hai grattato il 23 e avresti dovuto avere il 22 o il 24 per vincere il premio. L’errore cognitivo sta nel considerare la giocata una quasi vittoria sulla base del fatto che i numeri grattati si avvicinano aritmeticamente a quelli estratti. Se invece di dire: “Vinci spesso, vinci adesso!”, dicessero: “Hai l’80% di probabilità di perdere!” Si venderebbero così tanti tagliandi?
Forse no.
Come faccio a capire se sono dipendente dai gratta e vinci?
Spesso, come anticipato, chi gioca non ha la consapevolezza di avere un problema. Non è semplice affrontare la situazione ed ammettere di avere una dipendenza, proprio perché spesso, essendo totalmente immersi in queste dinamiche, si fa fatica a riconoscerla. I dati dimostrano che nonostante i giocatori patologici siano molti, soltanto in pochi chiedono aiuto o un trattamento. Si può ipotizzare che questa poca propensione a richiedere aiuto possa derivare dall’illusione irrealistica di potercela fare da solo, dalla vergogna nel riconoscere di essere schiavo di un comportamento, ma anche dalla poca chiarezza rispetto ai servizi sul territorio ai quali rivolgersi per chiedere un sostegno.
I seguenti sono i campanelli d’allarme per comprendere se il gioco d’azzardo è fuori dal tuo controllo:
– Giochi spesso (2 o 3 volte a settimana o più) d’azzardo,
– Utilizzi somme di denaro superiori a quelle che puoi permetterti,
– Quando perdi, giochi nuovamente con la speranza di vincere,
– Nascondi agli altri la frequenza e l’entità delle giocate,
– Non riesce a smettere di giocare anche se vorresti farlo.
Negli ultimi anni, a causa del consistente aumento di queste forme di dipendenza, l’Italia ha preso dei provvedimenti, varando un Piano d’Azione (PAN) con l’obiettivo di prevenire le dinamiche connesse al gioco. Anche i SerD (Servizi per le Dipendenze inseriti nelle USL) si sono aggiornati mettendo a disposizione delle equipe specializzate nella diagnosi e nella cura dei disturbi legati al gioco patologico. In conclusione, ci sembra opportuno sottolineare che nessuno è del tutto neutrale di fronte a certi stimoli, come quello di una vincita facile e con un investimento minimo (apparentemente) di denaro. Allo stesso tempo, è bene rimanere lucidi e consapevoli rispetto a quanto si può perdere se si entra nella dipendenza dai gratta e vinci, perdite non solo in termini di soldi. Se per consapevole, o per responsabile, intendiamo giocare centinaia di euro all’anno per avere lo 0,0000133% di vincere il primo premio nel tagliando Nuovo Maximiliardario, allora possiamo considerarci poco consapevoli e per niente responsabili.
Riferimenti bibliografici
http://www.vita.it/it/article/2017/07/11/tutto-quello-che-dovresti-sapere-sul-gratta–vinci/143936/
Clark L, Lawrence AJ, Astley-Jones F, Gray N (2009). Gambling Near-Misses Enhance Motivation to Gamble and Recruit Win-Related Brain Circuitry. Neuron, 61 (3): 481–490.
Ejova A, Delfabbro PH, Navarro DJ. (2015). Erroneous gambling-related beliefs as illusions of primary and secondary control: a confirmatory factor analysis. Journal of Gambling Studies, 31(1):133-60.
Lavanco G., Varveri L. (2006). Psicologia del gioco d’azzardo e della scommessa. Roma: Carocci.
Picone (2010). Il Gioco d’azzardo patologico. Roma: Carocci.




