Cos’è Narcotici Anonimi
Narcotici Anonimi nasce da una branca degli Alcolisti Anonimi alla fine degli Anni ’40 del secolo scorso. I primi incontri di NA si svolsero a Los Angeles agli inizi degli anni cinquanta. Oggi NA tiene 67000 incontri settimanali in 139 nazioni in tutto il mondo. Narcotici Anonimi è un’associazione senza fini di lucro composta da uomini e donne il cui problema principale nella vita è la droga. NA non è affiliata ad altre organizzazioni, centri di trattamento o istituti penitenziari. Non sono impiegati terapeuti o altri professionisti della salute, non fornisce cure tramite alcun tipo di trattamento clinico. NA ha l’unico scopo di creare un ambiente dove i membri del gruppo si aiutino reciprocamente nello smettere l’uso di droghe e ricercare uno stile di vita alternativo. Non si fanno distinzioni di razza, ceto sociale, religioso e si entra a far parte del gruppo volontariamente.
La testimonianza di M.
Abbiamo incontrato M. che ha intrapreso un percorso di disintossicazione dagli stupefacenti grazie al sostegno di un gruppo dei Narcotici Anonimi; riunioni di auto aiuto, dove poter combattere la tossicodipendenza senza mai dimenticare come si è vissuto in funzione della droga. Un’esistenza come tante, che aiuta a comprendere come non sia mai troppo tardi per decidere di cambiare vita.
Ecco la sua storia, attraverso la quale scopriremo il mondo di Narcotici Anonimi.
La prima domanda è d’obbligo, M., come hai cominciato a fare uso di stupefacenti?
Nel modo più banale, ho iniziato a fare uso di hashish per sentirmi all’altezza del gruppo d’amici che frequentavo. Le prime canne me le sono fatte a quattordici anni insieme a loro. Ero parte di un gruppo e tutto andava a meraviglia. Molti mi avevano messo sull’avviso che con il “fumo” il passo verso qualcosa di più forte sarebbe stato breve. Non ho mai dato ascolto a quei moniti, poiché credevo di essere molto più forte di quello che ho dimostrato in realtà di essere. Contavo su una falsa credenza: essere in grado di poter gestire la dipendenza. Infatti, così non è stato.
Qual è stato il passaggio successivo?
Ho messo in atto quello che mi avevano detto, cioè ad usare le polveri e i farmaci. Qualsiasi tipo di droga attirava l’attenzione, fino a trovare la mia droga d’elezione: l’eroina. Per quindici anni ho fatto uso di eroina ogni santo giorno. Continuavo anche ad assumere hashish, per ben trent’anni. Da subito ho capito che era una situazione distruttiva per la mia vita, ma non riuscivo mai a trovare la forza per smettere.
Nonostante la consapevolezza sui danni che avresti subito, hai mai preso in considerazione di chiedere aiuto?
Ogni volta che tentavo di uscirne pensavo sempre al ripiego sull’hashish, non valutavo mai un taglio netto con lo sballo. Ho iniziato negli anni ottanta e la mia vita è stata contrassegnata, indelebilmente, dalla droga. Tutte le decisioni che ho preso sono nate in uno stato di alterazione dettato dagli stupefacenti. Mi sono diplomato, ho fatto il servizio di leva e ho subito iniziato a lavorare nella mia attività di famiglia. Ma la priorità era sempre quella di farmi.
Nei primi anni della tua dipendenza sei riuscito a costruirti una vita socio-lavorativa, integrandoti con il prossimo?
Ci sono state due fasi: quando ero giovane frequentavo i miei amici tossicodipendenti, ma riuscivo a relazionarmi con gli altri, in modo molto fluido e accettabile. La seconda fase, invece, ho vissuto in uno stato di isolamento, dove uscivo di casa solo per procurarmi le dosi necessarie.
Hai costruito una famiglia?
Sì, mi sono sposato e ho avuto dei figli. Anche tutto questo l’ho fatto mentre facevo uso di sostanze. Oggi, dopo questo percorso con i Narcotici Anonimi, sono riuscito a riprendere un rapporto con loro e a mantenerlo. Sono separato da mia moglie però, ora, abbiamo trovato un modo di relazionarci costruttivo per la loro crescita, e riesco a frequentarli con continuità.
Quando hai deciso di fare qualcosa per uscire da questo tunnel?
Potrà sembrare strano, questa cosa la sapevo da sempre. Mi sentivo incapace, però, non riuscivo a trovare la strada e il momento giusto. Pensavo, spesso, che le alternative erano solo due: smettere o morire. Dopo alcuni eventi importanti all’interno della mia famiglia, ho intrapreso un programma di recupero. Ero riuscito a smettere con le polveri, ma facevo ancora uso di hashish e marijuana. Dopo un certo periodo, alcuni responsabili del gruppo di recupero avevano certificato la mia “guarigione”. Così non è stato.
Cosa è accaduto?
La cosa più ovvia, davanti alle prime grandi difficoltà che la vita presentava davanti, per non soffrire, ho ricominciato a fare uso di eroina. Dentro questo inferno, un giorno, ho incontrato un amico con la mia stessa storia e notai subito che era molto cambiato. Non ha esitato a confidarmi che frequentava i Narcotici Anonimi e gli ho chiesto di portare anche me. Da quel giorno è iniziata una nuova vita.
Quanti anni sono che frequenti i Narcotici Anonimi?
Otto anni e mezzo. Sono otto anni che sono pulito e non faccio uso di droghe. Nei primi mesi ho continuato con le “droghe leggere”, dopo trent’anni di una vita condotta sotto sballo non puoi pensare di smettere di botto. Poi ho eliminato anche l’hashish e la marijuana.
Cosa ti ha aiutato sopra ogni cosa? Il gruppo?
Assolutamente sì, il gruppo dove ognuno racconta la sua personale via crucis. Nessuno è qui per giudicare, ma solo per condividere. Questo è anche il gruppo della memoria, perché c’è quasi sempre un nuovo arrivato, e lui aiuta a non far dimenticare da dove proveniamo. Non bisogna mai commettere l’errore di pensare di essere guariti e permettersi di fare uno strappo. Tra noi e gli ultimi arrivati non c’è mai molta distanza, c’è solo una dose di differenza. Il gruppo funziona per memoria ed attrazione. Entrando nei Narcotici Anonimi, sono rimasto attratto per l’appunto da tutte quelle persone che ce la stavano facendo. E mi sono detto che se riescono loro, posso riuscire anche io. Questa è stata la molla.
Il gruppo è fondamentale nel riuscire a disintossicarsi?
Ogni cosa che accade nel gruppo ha un significato. Come il riuscire a prendere la parola per la prima volta, parlare del proprio vissuto e, finalmente, uscire da quell’odioso senso di isolamento che ti attanaglia. Sedersi ed ascoltare, veramente, gli altri, per una persona egocentrica come il tossicodipendente è un grande risultato. Il tossico crede di sapere tutto, di come funziona la vita, di come va il mondo e ogni discorso nasce per giustificare la propria dipendenza e la necessità di procurarsi i soldi per la dose successiva.
Iniziare a drogarsi parte spesso dal senso di alienazione provato e quindi farsi aiuta a essere più spigliati o menefreghisti?
Ti posso dire che quel senso di spigliatezza e facilità nelle relazioni, dura uno o due mesi. Dopo entri solo in un incubo di dipendenze, alla sostanza, ai soldi da reperire per la dose e allo spacciatore. La Droga è un mostro di dipendenze collegate una all’altra. Qui dentro sono riuscito a trovare una serenità che mi è sempre mancata. Oggi ho una nuova compagna, un lavoro e un bellissimo rapporto con i miei figli.
Sanno tutto i tuoi figli?
Sì, e una volta ho portato il più grande ad una riunione dei Narcotici Anonimi. Mio figlio mi ha detto una cosa bellissima: “Sono orgoglioso di te”. Paradossalmente ho più credibilità ai suoi occhi nel momento che si parla di droghe, perché lui è in un’età dove potrebbe incontrarle sulla sua strada molto facilmente. Le mie parole non sono per sentito dire, sono un’esperienza diretta che lo mettono sull’avviso in modo concreto.
Quanto frequenti i gruppi dei Narcotici Anonimi?
Inizialmente seguivo una o due sedute ogni giorno. Il gruppo era un rifugio. Cambiare solo quartiere non bastava. Poi sono diventate settimanali, e qui ho trovato amicizie che esulano dalla sostanza. Possiamo uscire per una pizza e fare altre attività insieme. Un’altra promessa che NA mi ha fatto e che prima o poi uscirò da questo nido e potrò finalmente avere una vita completamente libera dalle catene della dipendenza. Perché anche rimanere qui a vita risulterebbe una forma di dipendenza. E tutte le dipendenze alla lunga sono nocive.
La cosa molto interessante è che all’interno dei gruppi NA non ci sono dei professionisti della salute a coordinare le sedute. Solo persone che hanno fatto uso di sostanze.
Non ci sono medici e noi non dispensiamo consigli. Qui non assumiamo nessuna posizione politica sulla legalizzazione delle droghe. In NA ci si ascolta per capire come uscire dal circuito dalle dipendenze. Perché essere tossici comporta altre dipendenze e io non mi sono fatto mancare niente. Soprattutto dopo aver mollato l’eroina. Per un periodo ti trovi a fluttuare in un vuoto mentale e spirituale. Ho preso il vizio del gioco, del sesso, dei social. Una serie di perversioni che sono anche accettati socialmente. Ho passato intere giornate dentro le sale bingo. Per non parlare di Facebook, ero entrato nel circolo dei “mi piace” per ogni stupidaggine che postavo sul mio profilo.
Hai parlato di vuoto spirituale, come lo hai colmato?
Prima credevo solo nella droga, pensavo fosse l’unica soluzione a tutti problemi della vita. Il vuoto l’ho riempito con l’altro, la mia spiritualità si riempie con la condivisione. Aprirsi all’altro e lasciare che lui lo faccia con te. Otto anni passati da pulito, sono una risposta più che soddisfacente. Non penso mai di essere arrivato, ogni giorno è un punto di partenza. Lavoriamo molto sul presente, il passato non è un fantasma che aleggia minacciosamente sulle nostre decisioni e le nostre azioni. Oggi sono più tranquillo e sereno. Qui dentro ho combattuto la paura di vivere.




