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Nuove droghe e mix pericolosi

Festini a base di sesso e sostanze psicoattive: la moda del chemsex sta spopolando, non senza ripercussioni, anche in Italia. Il termine unisce due parole “chem” che sta per sostanza chimica e “sex”, ovvero il sesso. Attualmente questo termine viene usato nel linguaggio comune per intendere qualsiasi assunzione di droga allo scopo di migliorare e prolungare le prestazioni sessuali. Ma, in realtà, l’inventore di tale termine sottolinea come esso sia indicativo del fenomeno socioculturale che chiamiamo PnP (Party and Play). La sua definizione è strettamente correlata all’influenza che sugli MsM (maschi che fanno sesso con maschi) hanno avuto la diffusione di 1) Hiv/Aids nel passato e nel presente; 2) tecnologie come Grindr (una app per incontri di sesso fra gay); 3) droghe specifiche come metanfetamina, mefedrone e Ghb/Gbl, strettamente associate a Grindr e ad altre app per sesso tra persone gay. Stando alle statistiche, le chems (droghe) uccidono circa 1 persona maschile e omosessuale al mese nella città di Londra, dove il fenomeno è nato e si è particolarmente diffuso. Queste stesse droghe sono diventate un problema a livello mondiale all’interno delle comunità gay. Ecco, con questo ci si riferisce al fenomeno del chemsex.

Chi fa uso del chemsex? Stando a quanto riportato da David Stuart, l’inventore del termine, non esiste un’unica tipologia di omosessuali che si divertono a provare tale pratica. Infatti, sembra essere un fenomeno diffuso fra coppie che cercano una “scintilla” in più in un rapporto comune oppure uomini single che utilizzano il chemsex online in specifici siti o piattaforme, ma viene anche usato per praticare autoerotismo. In molti altri casi, invece, ciò che spinge la persona a far uso del chemsex è il cercare di risolvere alcuni problemi legati alla sfera sessuale, soprattutto per ciò che concerne il godimento sessuale e la capacità di rilassarsi durante un rapporto. In verità, molto spesso vengono organizzati dei veri e propri party a base di droga e sesso. Le feste durano un’intera giornata, senza interruzioni ed hanno luogo prevalentemente in casa, anche se possono essere organizzate in SPA o affini ed in circoli privati. Chi porta la droga la nasconde nei pacchetti insieme alle sigarette, nelle mutande, nelle caramelle. Gli invitati possono accedere a questi festini attraverso app o passaparola e, spesso, sono persone “insospettabili” che ricoprono ruoli sociali di spicco, manager, direttori, insegnanti, che sotto falso nome accedono a questo mondo dimenticandosi ruoli, relazioni e rischi.

 

Quali rischi corre chi pratica il chemsex?

Le sostanze più diffuse nelle pratiche chemsex, sembrano essere il “G (GHB/GBL)”, il “Crystal Meth” e il “Mefedrone”, spesso assunte insieme. Il “G” è una droga da sballo che rilassa e che fa sentire eccitato. Spesso viene usata per aumentare l’effetto di altre droghe, come l’MDMA. La “botta” arriva dopo circa 20 minuti ed è proprio a questa sostanza che sono legate molte delle overdosi: infatti, il consumatore impaziente di sperimentare gli effetti della sostanza, assume la prima quantità, inconsapevole dell’effetto a distanza di 20 minuti. Così, ne assume ancora, ignorando il fatto che pochi millilitri in più possono fare la differenza e portare all’overdose. Il “Crystal Meth” è uno stimolante molto potente che può essere inalato mediante una pipa di vetro, sniffato o iniettato per via intravenosa: ti dà la carica, ti fa sentire vigile e sicuro di te, impulsivo e molto eccitato, senza freni inibitori e prolunga i rapporti sessuali. È una sostanza che crea dipendenza anche solo dopo pochissime assunzioni e può provocare collasso, avvelenamento ematico, infezioni cardiache, oltre che comportamenti estremamente aggressivi e pericolosi per se stessi e per gli altri.

Anche il “Mefedrone” è uno stimolante che porta chi lo assume a sentirsi particolarmente eccitato e vigile. Causa una fortissima dipendenza psicologica, soprattutto in relazione alle pratiche sessuali. Non poche persone sperimentano stati depressivi oppure di grave psicosi che può manifestarsi come paranoia o percezione di essere perseguitati: tali sintomi possono durare per molti giorni dopo l’attività di chemsex. Da non sottovalutare, chiaramente, sono le malattie sessualmente trasmissibili come Hiv ed Epatite C. Infatti, soprattutto sotto l’effetto di droghe, la persona potrebbe non accorgersi di aver dimenticato il preservativo o della rottura dello stesso, e potrebbe anche non rendersi conto di ferite o lesioni provocate durante i rapporti, favorendo la trasmissione di infezioni e malattie.

 

Qualche considerazione utile ed alcuni consigli

La pratica sessuale accompagnata all’uso di droghe porta spesso, se non sempre, verso il rischio di perdere il controllo. Dal momento che in ambito sessuale i rischi, come visto sopra, sono molteplici, ecco qualche consiglio per cercare di limitare i danni:

  • Stabilisci dei limiti: non mischiare le sostanze e, soprattutto, se hai assunto qualche droga prova a ricordarti quale e quanta;
  • Prendi le decisioni da “sobrio”: cerca di pensare alle conseguenze delle tue azioni prima di assumere una qualsiasi sostanza o prima di intraprendere qualsiasi pratica sessuale. Ricorda: non si torna indietro.
  • Precauzioni: preservativi, lubrificanti, siringhe pulite. Sembra banale, ma possono metterti al riparo da malattie infettive molto pericolose.

Se ti rendi conto che il chemsex sta occupando gran parte della tua vita e delle tue giornate e che passi molto tempo a ricercare droghe e sesso, trascurando relazioni affettive, lavoro, amici e hobby, è il caso di chiedere aiuto ad uno specialista o alle strutture apposite.

Alcuni segnali che possono farti capire che la situazione ti sta sfuggendo di mano sono:

  • La quantità di tempo spesa per ricercare droghe e sesso
  • Difficoltà a fare sesso senza droghe
  • Senso di colpa per ciò che si fa, ma incapacità di smettere.

In conclusione, se scegli di fare sesso sotto l’effetto delle droghe, ricordati di usare le giuste precauzioni per te e per il tuo partner. E se l’uso delle sostanze non è più così divertente come un tempo, chiedi aiuto.

 

Riferimenti Bibliografici

https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/16_maggio_09/chem-sex-sempre-piu-diffuso-cocktail-base-sesso-droghe-a0565022-15cb-11e6-b246-a80944d1fa5b.shtml (04-04-2019)

Bourne, A., Reid, D., Hickson, F., Torres-Rueda, S., Steinberg, P., & Weatherburn, P. (2015). “Chemsex” and harm reduction need among gay men in South London. International Journal of Drug Policy, 26(12), 1171-1176.

Forrest, D. W., Metsch, L. R., LaLota, M., Cardenas, G., Beck, D. W., & Jeanty, Y. (2010). Crystal methamphetamine use and sexual risk behaviors among HIV-positive and HIV-negative men who have sex with men in South Florida. Journal of Urban Health, 87(3), 480-485.

http://www.blqcheckpoint.it/wp-content/uploads/2016/09/Capire_Il_Chemsex_BLQCheckpoint.pdf (04-04-2019)